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Batman ha chiuso le ali. Addio Battara.

Piero Pietro Battara ha chiuso ieri le antiche braccia. Aveva compiuto 90 anni il 21 luglio scorso, lui torinese, battezzato Batman nei suoi vividi anni sampdoriani. Lì, tra i pali era divenuto l’idolo della Gradinata Sud e di Fulvio Bernardini, lì da preparatore dei portieri, ruolo che lo aveva visto pioniere nei ’70, aveva vinto lo scudetto firmato Mancini-Vialli, che avevano poi chiamato suo figlio, Massimo, prima portiere e poi a sua volta preparatore, nello staff azzurro campione d’Europa cinque anni fa. Una dinastia arrivata fino al nipote, Daniele, anche lui preparatore nella Samp e attualmente con Simone Inzaghi nell’Al-Hilal.


Addio dunque a un altro pezzo del nostro Novecento calcistico. Gli esordi a Vicenza nel 1956, nel 1961 arriva a Genova. Bernardini gli consegna la maglia da titolare. Avrebbe meritato anche la nazionale, ma davanti ha autentici miti come Albertosi e Zoff. Vince un campionato di B (1966-67). Arriva comunque a 641’ d’imbattibilità nella stagione 1969-1970. Nel 1972, dopo 228 partite in blucerchiato di cui 190 in A, passa al Bologna, sostituito su suo consiglio da Massimo Cacciatori. In Emilia vince la Coppa Italia nel 1974 poi si inventa tra i primi il ruolo di preparatore dei portieri, seguendo un’intuizione di Gipo Viani. Gli devono la carriera Zinetti, Malgioglio, Pazzagli, suo figlio Massimo (City, Schalke, Zenit), poi, tornato in blucerchiato, Pagliuca, Sereni, Gianello, Marcon. L’ultima sua stagione (2001-2002) la vive a Firenze, voluto da Roberto Mancini.

I funerali si terranno martedì 29 settembre alle 10 nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro di Quinto, in Piazza Santa Paola Frassinetti, a Genova Quinto.


28.09.2026

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